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Capitolo Ventitr. L'unificazione della Germania.


Paragrafo 1 . Conservatorismo politico e sviluppo economico.

     
Nonostante  l'intenso  sviluppo economico  portato  dalla  rivoluzione
industriale  avesse  favorito  anche  in  Prussia  la  formazione   di
un'attiva  borghesia imprenditoriale e la diffusione tra questa  delle
idee  liberali,  la classe politicamente dominante  restava  di  fatto
l'aristocrazia  fondiaria. Ad essa erano riservate le  pi  importanti
cariche nell'apparato amministrativo e militare; esercito, burocrazia,
governo  e  sovrano  formavano un compatto  blocco  conservatore,  che
esercitava saldamente il potere.
     Tale  situazione  politica era resa possibile  dall'esistenza  di
particolari   rapporti  istituzionali,  regolati  dalla   Costituzione
concessa  dal re Federico Guglielmo quarto nel 1848 e da provvedimenti
successivi.   Il  governo  infatti  non  dipendeva  dalla  maggioranza
parlamentare ma direttamente dal sovrano, e gli unici atti  sottoposti
all'approvazione  del  parlamento erano quelli  relativi  al  bilancio
statale. Il parlamento era composto di una camera dei signori,  i  cui
membri  erano esclusivamente aristocratici di nomina regia, e  da  una
camera dei deputati, elettiva. Anche quando fu introdotto il suffragio
universale,  la  legge  elettorale  fu  congegnata  in  modo  tale  da
privilegiare gli strati sociali pi elevati: i cittadini furono divisi
in  tre classi a seconda del reddito e ad ogni classe fu assegnato  lo
stesso numero di rappresentanti; con il voto diretto venne concessa la
scelta  degli  elettori di secondo grado, cui spettava l'elezione  dei
deputati; il voto non era segreto.
     Essenziale   per   il   mantenimento  degli  equilibri   politici
stabiliti  era inoltre la convergenza tra borghesia imprenditoriale  e
blocco  dominante, determinata dalle iniziative intraprese dal governo
a  sostegno dello sviluppo industriale, quali l'unificazione doganale,
il  potenziamento  delle  infrastrutture, in  particolare  della  rete
ferroviaria,   e   l'adozione   di  misure   per   favorire   un'ampia
disponibilit   di  capitali.  Di  notevole  importanza   era   infine
l'esistenza  di  un  obiettivo politico comune:  l'unificazione  della
Germania sotto l'egemonia della Prussia.
     
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     Ferma  restando tale unit d'intenti con il blocco  conservatore,
la parte della borghesia pi aperta alle idee liberali aspirava ad una
liberalizzazione  del sistema politico e a tale  scopo  chiedeva  che,
attraverso una modifica della Costituzione, venissero concessi  poteri
pi ampi al parlamento. Alle elezioni del 1861, la borghesia liberale,
sensibilmente  cresciuta in seguito alla rapida espansione  economica,
riusc ad ottenere la maggioranza.
     In  quello  stesso  anno, morto Federico  Guglielmo  quarto,  era
salito  al  trono  il fratello col nome di Guglielmo primo.  Il  nuovo
sovrano,  abbandonando la prudenza del predecessore, manifest  subito
l'intenzione  di  dare concreta attuazione all'idea  di  una  Germania
unificata sotto la dinastia degli Hohenzollern e, a tale scopo,  avvi
una  politica  estera  pi  aggressiva  sostenendo  un  piano  per  la
riorganizzazione ed il potenziamento dell'esercito. Tale piano,  per,
non  fu  approvato dal parlamento; la sua attuazione, infatti, avrebbe
comportato   da   un   lato   un   inasprimento   fiscale   a   carico
dell'aristocrazia  fondiaria, che suscit l'opposizione  della  camera
dei   signori,   e   dall'altro   un  ulteriore   aumento   del   peso
dell'aristocrazia nell'esercito, che non era gradito dalla maggioranza
liberale della camera dei deputati.
     Da  questo  rifiuto  si origin un duro conflitto  istituzionale,
che port il sovrano, nel marzo del 1862, a sciogliere le camere e  ad
indire  nuove elezioni, che per andarono a rafforzare la  maggioranza
liberale alla camera dei deputati. Guglielmo primo design allora come
capo del governo uno dei massimi esponenti dell'aristocrazia fondiaria
conservatrice: il conte Otto von Bismarck.
